«Perché viva la memoria»

Perché viva la memoria

La Scuola iconografica di Seriate dona l’icona della Madonna della Misericordia all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Si è concluso, nell’atrio del reparto di Ostetricia dell’ospedale di Bergamo, il viaggio iniziato dalla «Madonna della Misericordia» quattordici anni fa, nel 2006, quando la grande tavola lignea (153×88 cm) è stata dipinta dai maestri della Scuola di Seriate per essere esposta a Caravaggio. All’interno della mostra Il tempo di Dio, quotidiano dell’uomo, questa icona, insieme a molte altre, ha contribuito a testimoniare l’unità polifonica della concezione liturgica, dell’esperienza ascetica e della tradizione figurativa del mondo medievale, in cui Oriente e Occidente si uniscono nella lode e nella supplica a Maria, mantenendo ciascuno tratti caratteristici e irripetibili suoi propri.
Il manto di Maria, in particolare, tradizionale attributo associato alla sua maternità, viene ampiamente usato nel linguaggio iconico: nell’iconografia – tipicamente russa – della «Protezione» (in cui la Vergine stende il suo manto sugli oranti, in memoria del miracolo legato al santuario delle Blacherne a Costantinopoli), come pure nell’iconografia occidentale, in cui sotto il manto della Madre di Dio trova posto un intero popolo di peccatori e santi, bisognosi di aiuto e sostegno. In particolare, la «Madonna della Misericordia» qui raffigurata riproduce una tavola cuspidata attribuita al periodo giovanile di Simone Martini e attualmente conservata alla Pinacoteca di Siena.

Perché viva la memoria
Questa tavola, esposta successivamente in varie città italiane insieme alla mostra di cui faceva parte, è stata «affidata» nel 2015, in occasione dell’Anno della Misericordia, all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, dove la direzione ha deciso di collocarla nell’atrio del reparto di Ostetricia. A quanto ci hanno riferito medici e personale sanitario, in quei mesi è stata punto di riferimento per molti, cristiani e non solo, che in istanti sicuramente significativi – e talvolta anche drammatici – della vita si trovavano di fronte a quel manto maternamente aperto ad accogliere gioie, ansie, speranze, sofferenze.
È stato un desiderio esplicito degli iconografi della Scuola, dopo le dolorose vicende dei mesi scorsi, donare definitivamente l’icona all’ospedale, in segno di solidarietà, di gratitudine e di speranza, come si può leggere nel breve testo (pubblicato sotto) con cui hanno accompagnato il dono.
Un dono accettato con grande cordialità e partecipazione dal direttore generale del Papa Giovanni, dott. Maria Beatrice Stasi, dal primario di Ostetricia dott. Luigi Frigerio, nel corso di una breve cerimonia svoltasi l’11 settembre. Entrambi hanno parlato, con commozione e umanità, non solo come dirigenti e medici di una delle più grandi ed efficienti strutture sanitarie lombarde, ma anche come pazienti (nell’esercizio delle proprie funzioni sono stati contagiati entrambi dal covid), ben consapevoli dell’estrema importanza della dimensione umana nella cura dei malati, dei miracoli di solidarietà a cui hanno assistito, e della dignità e speranza che può e deve accompagnare la vita umana in ogni suo istante. Il dono della Scuola iconografica vuol essere un piccolo segno di tutto questo.

Perché viva la memoria

Madonna della Misericordia

Tavola lignea, doratura, tempera all’uovo
Dono della Scuola iconografica di Seriate

La tradizione cristiana ama indicare la maternità della Vergine attraverso il suo manto: in Oriente, Maria stende il manto della sua protezione sul popolo; nella pittura occidentale, come in questa tavola (ispirata all’opera di Simone Martini, Pinacoteca di Siena), la Madre di Dio accoglie sotto il suo manto chiunque si rivolga a lei – uomini, donne, vecchi, giovani, persone di ogni ceto, nazionalità e cultura.
La tavola, realizzata secondo la tecnica tradizionale dell’icona dai maestri della Scuola iconografica di Seriate, in collaborazione con la Fondazione Russia Cristiana, vuol simboleggiare tutta la sofferenza ed il dolore che nel 2020 hanno travolto in particolare Bergamo e la Lombardia, e la dedizione di medici, infermieri e di tutti coloro che si sono prodigati per la salvezza e il conforto dei malati, arrivando anche a dare la propria vita: in questa situazione non potevano non essere presenti Cristo Salvatore e la sua Santa Madre.
Come segno tangibile di misericordia e di speranza, è nato quindi il desiderio di offrire questa icona perché Maria, raffigurata come Madre della Misericordia, possa tornare ad abitare qui, dov’era stata ospitata nell’Anno della Misericordia.

8 settembre 2020, Festa della Natività della Madre di Dio

 

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