Seminario artistico: La Madre di Dio del Don

Seminario artistico a cura di Levon Nersesjan
La Madre di Dio del Don, capolavoro di Teofane il Greco, segno della vittoria sui tatari e dell’unità nazionale russa
Sabato 26 maggio 2018 • Orari: 10-12; 14-16.30

Il lavoro di approfondimento con Levon Narsesjan sulle icone che maggiormente hanno segnato la storia e la fede della Russia prosegue con una delle più antiche e celebri opere presenti nella collezione della Galleria Tret’jakov di Mosca, l’icona della Madre di Dio del Don. La storia di quest’icona, che oltre a essere un capolavoro artistico divenne ben presto oggetto di grande venerazione, è indissolubilmente legata alla storia della nazione russa e circondata da affascinanti leggende. Viene attribuita al celebre artista Teofane il Greco, proveniente da Costantinopoli e operante nella Rus’ tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Gli sarebbe stata commissionata per celebrare la vittoria riportata nel 1380 contro gli invasori tatari sul campo di Kulikovo degli eserciti russi – uniti per la prima volta nel segno della santità di san Sergio di Radonež.
Le approfondite ricerche e gli esami tecnologici a cui è stata sottoposta l’antica tavola permettono oggi di ritrovare il filo di connessione fra la tradizione e le scarne notizie documentarie che ne abbiamo, oltre che di descrivere e analizzare le particolarità della straordinaria pittura dell’opera, l’intento artistico e spirituale del suo autore e i suoi legami con le opere bizantine e russe del tempo.

ISCRIZIONE AL SEMINARIO E NOTE TECNICHE
È possibile partecipare al seminario previa iscrizione entro il 15 maggio 2018, scrivendo a: scuolaseriate@russiacristiana.org ; oppure telefonando allo 035/294021 • Quota di partecipazione: euro 20,00.
Relative ricevute (iscrizione e buono pranzo) dovranno essere ritirate presso l’ufficio segreteria entro le ore 9.45 al fine di garantire il corretto svolgimento della giornata. I posti auto nel parcheggio interno a Villa Ambiveri sono limitati per cui suggeriamo di parcheggiare all’esterno per dare la possibilità a chi ha seri problemi di deambulazione di parcheggiare all’interno.

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